Call Us : (+39) 349 950 2451

Email: master@longzhao.net






LEGGI ARTICOLI INTERESSANTI SULLE DISCIPLINE CHE PRATICHIAMO

QIXING TANGLANGQUAN GANG ROU

image


29 Ott. 2017

image

Duro e Morbido nello stile della Mantide Religiosa Sette Stelle

Il Qixing Tanglangquan è un vero gioiello delle arti marziali cinesi. E’ uno stile di kungfu che imita un insetto piccolo, ma con un istinto da vero killer, con una velocità di azione fulminea. I principianti considerano però il potere Jin come forza, quindi hanno difficoltà a praticare le arti marziali cinesi senza usare la forza muscolare. Poichè i principianti non capiscono come usare la loro forza interna, i loro movimenti sono svolti con troppa potenza e i loro movimenti diventano rigidi. La loro tendenza ad usare un’eccessiva potenza del braccio richiede la rigidità dei loro corpi. Questa tensione reattiva si crea per compensare l’eccessiva forza generata dal braccio. In questo stato rigido l’atleta perde l’equilibrio quando si trova a dover cambiare posizione. L’ironia e che l’uso di forza eccessiva porta alla rigidità che diventa un impedimento piuttosto che un aiuto all’esecuzione della tecnica. Portare le arti marziali ai livelli più avanzati e morbidi richiede molto tempo, per sviluppare la memoria muscolare e programmare gli eventi in sequenza che sono alla base delle capacità motorie. Ciò che molti praticanti riescono ad ottenere è quasi sempre il livello duro o esterno. Certamente può essere un livello adatto alla difesa personale, ma è comunque un livello di abilità inferiore. L’agilità dei passi e la loro leggerezza vengono acquisiti con anni ed anni di allenamento, e solo dopo avere compreso i principi alla base dello stile. Questa mancanza di comprensione può manifestarsi in una esecuzione rigida e diventare, con il tempo, un’abitudine. E’ l’approccio all’allenamento che fa la differenza. Molte persone praticano delle forme di cui non conoscono il vero scopo. All’interno di ogni forma ci sono i principi fondamentali e i canoni delle arti marziali, e ragionando su di essi uno studente raggiunge livelli sempre più alti. I principi catalogano i metodi delle mosse delle mani, ma sono guidati da altri principi in quelle che vengono chiamate le cinque coordinazioni: mano, occhio, corpo, vita, e posizione. Queste coordinazioni lavorano all’unisono per raggiungere livelli di abilità elevati. Ai livelli alti dove il rigido ed il morbido si incontrano, la distinzione tra interno ed esterno non può essere vista. La durezza Gong e la morbidezza Rou non appaiono in superficie. Tuttavia la rigidità lavora anche quando non è generata da una forza naturale. Ma la morbidezza è inefficace senza una profonda comprensione dei meccanismi dei movimenti e dei principi che guidano il corpo. Tali principi sono influenzabili dall’interpretazione. Se l’atleta non è ad un livello tale da poter comprendere i principi come un concetto da integrare alle componenti del corpo, i movimenti rimangono rigidi. Quando i principi sono compresi, la sequenza dei movimenti in una forma c’è una parte morbida, ed all’interno della morbidezza c’è una parte di durezza. Dovrebbe esserci un equilibrio tra le due componenti. La parte morbida controlla quella dura, mai il contrario. Durezza non vuol dire rigidità, ma forza ed esplosività. La morbidezza non significa che i movimenti sono fatti lentamente o senza spirito marziale. I movimenti di mano sono rotondi e morbidi, ma quando entrano in contatto con l’avversario sono durissimi. Il duro è “invisibile” e “invisibilmente molle” sono necessari. I principi sulle quali si basa sono prevalentemente quelli di soverchiare la forza dell’avversario con la morbidezza, anche attraverso un footwork agile come quello di una scimmia. Lo stile combina un approccio duro e morbido insieme, attacchi lunghi e corti, imprevedibile nei suoi cambiamenti, con colpi potenti. Mano, gamba e movimenti del corpo sono stretti, continui, ed ingegnosi. Nell’agilità c’è anche velocità, e nella velocità c’è anche stabilità. I movimenti sono potenti, ma non rigidi, morbidi ma non flaccidi. Quando esercitano la forza, sono rapidi ed improvvisi. Quando attacca, lo stile estende improvvisamente per colpire lontano, usando la forza delle gambe e delle anche. Al livello più basso di abilità nel Gongfu, un praticante avrà qualità del “tutto duro e niente morbido” o del “tutto morbido e niente duro”. Un praticante al livello più alto di abilità possiederà sia duro che morbido all’interno delle proprie tecniche. Confucio un tempo disse: “quando una cosa è esagerata, essa è incompleta”. Quando un praticante è più anziano, ha la conoscenza e l’esperienza per praticare Gongfu miscelando armoniosamente duro e morbido. Paradossalmente, i praticanti più giovani hanno la forza e la abilità fisica per compiere a livelli ottimali movimenti duri o morbidi, ma mancano dell’esperienza necessaria a capirli e coordinali entrambi. Questo spiega il perché i praticanti più anziani si concentrano sulla salute e sulla teoria, mentre i giovani passano il loro tempo a provare le loro abilità. Quando si affronta un’avversario si deve considerare sia la sua taglia che la sua abilità strategica, e usare le teorie in combinazione. Se egli usa molto il duro e poco il morbido, noi dobbiamo opporci con molto morbido e un poco di duro. Un vecchio detto recita: “Incontrando un nemico più debole noi dobbiamo sommergerlo con forza come l’onda della marea. Incontrando un nemico più forte, noi dobbiamo cercare i suoi punti deboli usando coraggio, forza ed abilità”. Se non si ha il coraggio, la forza e le abilità non usciranno. Nel parlare di forza non si intende la forza fisica, ma il “Jing”, prodotto dalla combinazione delle teorie di duro e morbido. Quando si usano le tecniche con la teoria morbida, si deve usare il corpo schivando a destra ed a sinistra, non usare mai la forza contro la forza. Di fronte ad un attacco, ci si deve rilassare totalmente (corpo e mente), e concentrare tutta la forza interna in un punto preciso. Il momento dell’impatto è quello di “estrema durezza”, ma una volta che il colpo è arrivato occorre ritornare “estremamente morbidi”. Durante la transizione, come passi, rotazioni e salti, non si deve essere rigidi, ma estremamente morbidi. Secondo la teoria del “duro”, noi concentriamo tutta la nostra potenza su un punto preciso, ed al momento giusto rilasciamo la forza. I duri devono essere imparati attraverso un duro allenamento di fondamentali, come posizioni, ponti, e tutti i tipi di condizionamento. La chiave del “Jing duro” sta nel rimanere duri quando si rilascia la forza. Il colpo deve essere pesante come un martello che colpisce esplodendo. Durante il combattimento il “Jing duro” è presente in quasi tutte le tecniche offensive, sommerge l’avversario con forza contro forza. “Morbido all’interno del duro è vero duro, duro all’interno del morbido è vero morbido”. Duro vuole dire: forte, coraggioso e veloce, esso non è crudele, va in avanti diritto. Se una persona ha forza fisica, ma nessuna forza mentale, essa è condannata a fallire. Se ha l’abilità di avere morbido all’interno del duro essa può portare a termine qualsiasi cosa. Morbido vuole dire: sopportare e non lottare mai con forza contro forza, ma adattarsi come l’acqua. Usare la mente e non cedere mai, penetrare la pietra come l’acqua fluente. Occorrerà tempo, ma il continuo morbido gocciolare dell’acqua può erodere la superficie più dura. I movimenti, praticati correttamente, fanno lavorare molto i muscoli, fortificano i legamenti, aumentano la capacità polmonare e promuovono il flusso dell’Hei. La prima cosa che diviene chiara è che il corpo del praticante non è abbastanza flessibile e rilassato, e che la tecnica è troppo rigida, e quindi poco dinamica per una situazione di combattimento. Per raggiungere un alto livello occorre lasciare che i legamenti facciano il loro lavoro in completo rilassamento, ed esplodere la forza interna solo sull’obiettivo. La transizione tra i movimenti risulta quindi più importante dei movimenti stessi. In questo modo si conserva una grande quantità di energia, che viene utilizzata al bisogno. Chiunque riesce a portare un movimento duro, ma non sono molti quelli che alternano movimenti duri e morbidi. Movimenti sempre e solo duri sono in contrapposizione con i principi di base di qualsiasi stile di Gongfu, giacchè sono in contrapposizione con il Dao, con l’alternanza di Yin e Yang. La pratica deve necessariamente passare da esterna a interna, in modo che la forza parta dall’interno verso l’esterno. La sensazione del flusso di energia è come acqua che scorre nel corpo fino alle mani. Anche quando si pratica all’esterno in inverno, il corpo e le mani diventano calde per effetto di questo flusso. Se si pensa a tutto questo, si capisce che lo Yin deve bilanciare lo Yang, è indispensabile capire quando e dove mettere Yin o Yang. La Mantide religiosa è uno stile caratterizzato da movimenti di mano molto veloci. Le mani a gancio sono il “marchio di fabbrica” dello stile, con la quale tenta di controllare l’avversario, attraverso una equilibrata combinazione di movimenti circolari. Altri importanti elementi sono il blocco ed il colpo simultanei. Lo stile è adattissimo alla difesa personale, ed alcuni si spingono a dire che esso è il più aggressivo creato in Cina. In conclusione occorre sapere bilanciare bene rilassamento e durezza, eseguendo qualsiasi movimento di Qixing Tanglangquan.

CONTATTACI

IL TUO PENSIERO E' IMPORTANTE PER NOI

Lascia un Commento

Search Now

ULTIMI BLOGS

instagram

image
image
image
image
image
image

FRASI & AFORISMI

PASSIONE

Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere.

Enzo Ferrari

MOTIVAZIONE

Un vincente trova sempre una strada, un perdente trova sempre una scusa.

Robert Kiyosaki

AZIONE

Esistono 3 tipi di persone: coloro che fanno accadere le cose; coloro che guardano accadere le cose e coloro che si meravigliano di ciò che accade.

John M. Capozzi

blog stats

17 Posts
10903 visits
49 media
3918 words
12 comm.